"Trasparenze Violate" è un progetto personale incentrato sul corpo che subisce violenza di tipo esogeno ed endogeno.
La violenza si imprime, si scatena, si scaglia, si getta, si strumentalizza, si annusa, si tocca, si ascolta.
Ciò che accade tra la violenza e l’ambiente che la circonda, tra la violenza e l’individuo, coincide esattamente con ciò che accade tra la violenza stessa e l’arte nel momento in cui si instaura un legame profondo e intimo tra di esse.
L’arte è reattiva, attiva, passiva.
Essendo anche la violenza una reazione, si lega nella maniera più intima che si possa conoscere, con l’arte.
L’arte violenta, o la violenza artistica, in qualunque modo la si voglia chiamare e combinare, unisce due componenti che hanno la medesima reazione, facendole esplodere in una contro-reazione, esattamente come due elementi chimici dalla cui unione risulta un composto più o meno nocivo, esplosivo e non.
Violenza e arte agiscono in tutti i modi possibili e inimmaginabili pur di portare il corpo a scoprirsi a sé stesso e a farsi scoprire dal mondo esterno.
Il corpo improvvisa, agisce, sconvolge e si stupisce.
Continua a fare ciò che ha sempre fatto: vivere e percepire.
Lo fa, questa volta, con più sicurezza e maggiore desiderio di rischiare.
Rischiare nella relazione e interazione con i suoi simili; rischiare il dolore di fronte alla violenza; rischiare l’eccesso con l’arte.
In ogni caso, il corpo subisce le conseguenze, sia delle proprie azioni, sia di quelle che circondano l’ambiente in cui vive.
Il corpo è in possesso di sensibilità, che lo rende particolare e particolarmente reattivo.
Arte e violenza hanno rafforzato e reso manifesta questa reazione.
Il corpo l’ha in parte subita, in parte assimilata e fatta propria, mutata in esperienza di vita.








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